{"id":764,"date":"2016-03-05T10:44:32","date_gmt":"2016-03-05T10:44:32","guid":{"rendered":"http:\/\/fabriziodamico.it\/?p=764"},"modified":"2016-03-31T10:45:09","modified_gmt":"2016-03-31T10:45:09","slug":"la-repubblica-cuniberti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fabriziodamico.it\/?p=764","title":{"rendered":"La Repubblica. Cuniberti"},"content":{"rendered":"
Bologna. Pirro Cuniberti \u00e8 morto ieri a Bologna, che era la sua citt\u00e0 dagli anni Cinquanta del secolo scorso. Era nato a Padulle di Sala Bolognese nel 1923. Dopo i primi studi, venne la guerra. E, in Germania, avviene il primo incontro con la grande pittura: con la Camera di Arles<\/em> di van Gogh, la cui riproduzione Pirro usa, ripiegata sotto il cappotto, per apprendere e insieme per proteggersi dal freddo. Poi va, nel \u201948, alla prima Biennale di Venezia del dopoguerra, e l\u00ec incontra l\u2019opera di Paul Klee, che da allora gli sar\u00e0 maestro di una forma capace sempre di \u201coscillare fra figurazione e astrazione, e di cogliere la costante disponibilit\u00e0 dei due momenti a scambiarsi le parti\u201d, come ha scritto Nino Castagnoli. Nel \u201957 ha la prima personale, introdotta da Francesco Arcangeli, che proprio allora ha consegnato alla rivista di Longhi, \u201cParagone\u201d, la sua difesa dell\u2019\u201dultimo naturalismo\u201d, modo padano di un informale europeo allora egemone ovunque nel Continente. A quell\u2019ampia coin\u00e8 di pensiero anche Pirro s\u2019accosta (\u00e8 vicino, quegli anni, a Vasco Bendini, Sergio Romiti, Sergio Vacchi), ma elabora nel contempo un punto di distanza dal coinvolgimento emotivo che postula la poetica arcangeliana, dando luogo a un\u2019immagine di volta in volta ambigua, interrogante, improbabile, quasi metafisica, sempre toccata da una sorta di affettuosa, memore ironia. Nascono allora le sue prime immagini sognanti, poetiche e tragicomiche, che sfiorano talora l\u2019iperbole gargantuesca: paesaggi periclitanti, nature morte sbilanciate e frananti, figure \u2013 soprattutto \u2013 al limite della riconoscibilit\u00e0, costruite con incroci di segni, di avvertenze, di ammonimenti. Sono fogli straordinari, quelli che vengono allora, ove tracce, serpentine, macule, sincopati incastri di segni si sfilacciano sulla pagina pittorica in cerca di spazio, di ritmo e di luce, pi\u00f9 che di salde, congrue esistenze. E Pirro \u00e8 in quelle carte trascinato gi\u00e0 piuttosto verso la rarefazione e l\u2019assenza che non verso il \u2018pieno\u2019 del racconto.<\/p>\n Poi alla tela si sostituisce la masonite: una tavola, preferibilmente di ridotte dimensioni, ove Cuniberti fa precipitare i suoi viaggi impossibili, i suoi sogni pi\u00f9 avventurati. Questa stagione perfetta s\u2019apre alla fine degli anni Settanta, quando Pirro verg\u00f2, per s\u00e9 solo, alcuni \u201ccomandamenti\u201d alla pittura nei quali egli elencava tra l\u2019altro quella \u201cdecina di possibili argomenti di rappresentazione\u201d che da allora in avanti avrebbero abitato e sommosso d\u2019illogicit\u00e0 le sue superfici: \u201cdialoghi fra bruchi su di una mensola ben progettata \u2013 rumori e fatiche di quattro germogli nell\u2019intento di raggiungere la superficie di una terra ostile e male abitata \u2013 giochi del vento su di un crinale …\u201d. Nel mondo dolcissimo di Cuniberti, annidate nei suoi cieli spaziosi o appena dietro la curva serpentinante dei suoi strambi orizzonti; celate nelle sue mappe fasulle; mimetizzate dietro i sentieri dove salgono leggeri i portatori di numeri, di lettere, di ideogrammi; o nascoste dietro i traguardi e i trampolini dove planano o prendono slancio gli alianti \u2013 ovunque, abitano perenni la frizione logica, l\u2019impossibilit\u00e0, l\u2019allarme. Cos\u00ec, trascritta sulla carta o sulla tavoletta di masonite per mezzo di una tessitura pittorica non naturalistica, la topografica realt\u00e0 di Pirro si porta costantemente dietro il suo punto interrogativo. Ne esce una realt\u00e0 tangibile ma che nessuno \u00e8 mai giunto a toccare; visibile, ma senza che alcuno, finora, l\u2019abbia potuta incontrare.<\/p>\n <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Bologna. Pirro Cuniberti \u00e8 morto ieri a Bologna, che era la sua citt\u00e0 dagli anni Cinquanta del secolo scorso. 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