{"id":721,"date":"2015-02-22T19:30:10","date_gmt":"2015-02-22T19:30:10","guid":{"rendered":"http:\/\/fabriziodamico.it\/?p=721"},"modified":"2015-03-22T19:31:28","modified_gmt":"2015-03-22T19:31:28","slug":"la-repubblica-gauguin-a-basilea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fabriziodamico.it\/?p=721","title":{"rendered":"la Repubblica: Gauguin a Basilea"},"content":{"rendered":"
Paul Gauguin, uno dei miti inossidabili della tradizione moderna della pittura, \u00e8 di stanza, oggi, a Basilea. \u00c8 di questi giorni la notizia che la famiglia reale del Qatar avrebbe acquistato per il suo museo di prossima inaugurazione a Doha, che ramazza senza tregua in giro per il mondo grandi capolavori dell\u2019arte occidentale, un suo dipinto del 1892, pescato in una collezione privata svizzera, temporaneamente in deposito presso il Kunstmuseum di Basilea, per la cifra record di 300 milioni di dollari. E contemporaneamente s\u2019inaugura, nella medesima citt\u00e0, una sua mostra \u2013 notevolissima per la ricchezza dei prestiti ottenuti; una mostra davvero \u2018d\u2019altri tempi\u2019, che sar\u00e0 difficile ripetere \u2013 alla Fondazione Beyeler (a cura di Rapha\u00ebl Bouvier e Martin Schwander; fino al 28 giugno). Basilea, dunque, oggi davvero \u201ccitt\u00e0 di Gauguin\u201d, come con orgoglio asserisce nel catalogo odierno Sam Keller, direttore della Beyeler.<\/p>\n
Nato nel 1848, Gauguin non avr\u00e0 una vocazione precoce: fra le sue prime occasioni espositive s\u2019annoverano le partecipazioni assidue, sollecitate da Pissarro, alle mostre impressioniste, a partire dalla quarta del \u201979, e fino all\u2019ultima dell\u2019\u201986. Poco dopo, Gauguin parte per la Bretagna, dove conta di trovare, rispetto a Parigi, luoghi, gente e tradizioni pi\u00f9 autentiche, intrise di quel primitivismo che insegue. Si ferma a Pont-Aven, dove si va costituendo una piccola colonia di pittori, fra i quali Emile Bernard, Paul S\u00e9rusier ed altri pi\u00f9 giovani con i quali Gauguin costituir\u00e0 il gruppo dei Nabis, e ai quali trasmette i suoi valori d\u2019una espressivit\u00e0 fondata sulla sintesi e sul simbolo, i nuovi valori d\u2019una cultura in rapida evoluzione dal naturalismo che egli vede governare tanto l\u2019impressionismo di Monet che il pointillisme<\/em> di Seurat. Di questo suo tempo \u2013 il primo suo maturo \u2013 sono oggi in mostra a Basilea le opere cardine, come la Visione del sermone<\/em>, il Cristo giallo<\/em>, l\u2019Autoritratto con il Cristo giallo<\/em>.<\/p>\n Trascorre prevalentemente in Bretagna qualche anno, poi parte per Panama, donde poi prosegue per la Martinica: \u00e8 il suo primo viaggio \u2013 da pittore, almeno \u2013 verso una terra remota, e verso quell’abiura della civilt\u00e0 occidentale e metropolitana che lo condurr\u00e0 nel ’91, nel ’95, quindi nel 1901 a Papeete, e infine a Hiva Oa, isola del remoto arcipelago delle Marchesi: \u201cvers les lointains et vers soi-m\u00eame\u201d, verso luoghi lontani e verso s\u00e9 stesso, dir\u00e0 St\u00e9phane Mallarm\u00e9 nel corso d\u2019un banchetto d\u2019addio in onore del pittore, a Parigi. Alle Marchesi egli vivr\u00e0 i suoi ultimi anni, nei quali infine – in un continuo alternarsi di malattie, amori, furori, propositi di suicidio – scriver\u00e0 il mito, al quale si sarebbero ispirate intere generazioni successive, dell’artista moderno in fuga dalla civilt\u00e0 del progresso, e teso ad abbeverarsi alle fonti incorrotte delle culture primitive. Non gli bast\u00f2 pi\u00f9, per dar figura a quel mito, la selvaggia Bretagna, con la sua natura ostile ed eccessiva, e con la tempra e le credenze non canoniche delle sue genti; e alla fine, quando anche Tahiti gli parve viziata dalla ormai dominante influenza europea, cerc\u00f2 laggi\u00f9, nelle lontanissime Isole Marchesi, quell\u2019\u201coviri<\/em>\u201d, quel \u201cselvaggio\u201d che andava inseguendo.<\/p>\n Allora, in quelle terre remote, fra musica e danza, e sotto la luce ambigua di Hina, la dea Luna; fra torpore di sensi eccitati o stanchi, e malinconia d\u2019un bene di cui sembrava conoscere in anticipo la fine prossima, Gauguin guarda l\u2019innocenza delle giovani che ritrae sovente nude, spogliate dagli orpelli e dai vezzi delle mode imposte alla donna dalla civilt\u00e0 occidentale, e la loro caparbia volutt\u00e0 di possesso, ancora inconsapevole del dogma cristiano della rinuncia. Tutto allora sembra confondersi ai suoi occhi: pensieri lontani o incombenti che traspaiono da quei volti attoniti di fanciulla; e seducenti sorrisi, profumi d\u2019un corpo o d\u2019un fiore, e acque e rocce, piante e animali; mentre il suo desiderio, la sua volutt\u00e0 s\u2019unisce all\u2019inconsapevolezza di quelle figure sbocciate in quel mondo primitivo, che non conosce la colpa.<\/p>\n Gauguin visse tutto ci\u00f2 soffertamente e insieme speculativamente; cosciente del dolore che quella lontananza dal suo mondo gli avrebbe portato, ma anche dello strappo fecondo che avrebbe imposto cos\u00ec ai modi della pittura moderna. Non v’\u00e8 dubbio che egli fosse pienamente consapevole di questa particolare dimensione della sua personalit\u00e0, e che non intese rinunciarvi: al punto che quando – stanco, malato e ormai prossimo alla fine – fu tentato di tornare in Francia, fin\u00ec per ascoltare invece il suggerimento di chi lo dissuase da questo passo, trasmettendogli la convinzione che il suo “mito” ne avrebbe irrimediabilmente sofferto.<\/p>\n Ma, pur ambiguamente in bilico fra sagacia nell\u2019amministrarsi e cernita di s\u00e9 spogliata di tatticismi, Gauguin rimane, nella vicenda della pittura fra Otto e Novecento, fra la lunga e diramata et\u00e0 del simbolismo e quelle avanguardie che profondamente influenz\u00f2, il primo artista occidentale ad aver avvalorato esperienze estetiche di civilt\u00e0 primitive, e ad averle rese dunque disponibili alla nostra cultura. D’altra parte, il prelevamento che egli oper\u00f2 da quelle esperienze fu tutt’altro che testuale, ed anzi\u00a0\u00a0 sovente s’assiste ad una riproposizione di schemi compositivi, di memorie e citazioni di evidente radice occidentale trasposti in vesti esotiche (soprattutto nelle opere di maggiore impegno \u2013 a Basilea riunite in scelta perfetta, a cominciare da D\u2019o\u00f9 venons-nous? Que sommes-nous? O\u00f9 allon-nous<\/em>, il grande dipinto che Gauguin stesso disse essere il suo \u201ctestamento\u201d \u2013 traspare il ricordo di cose tanto diverse quali Botticelli e l\u2019antica arte egiziana).<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Paul Gauguin, uno dei miti inossidabili della tradizione moderna della pittura, \u00e8 di stanza, oggi, a Basilea. \u00c8 di […]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-721","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-incorso"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/721","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=721"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/721\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":722,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/721\/revisions\/722"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=721"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=721"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=721"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}