{"id":682,"date":"2014-09-27T10:06:18","date_gmt":"2014-09-27T10:06:18","guid":{"rendered":"http:\/\/fabriziodamico.it\/?p=682"},"modified":"2014-10-24T14:55:19","modified_gmt":"2014-10-24T14:55:19","slug":"gustave-courbet-a-basilea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fabriziodamico.it\/?p=682","title":{"rendered":"la Repubblica: Gustave Courbet a Basilea"},"content":{"rendered":"
<\/p>\n
\u00c8 a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni Cinquanta dell\u2019800 che Gustave Courbet muta drasticamente la rotta che s\u2019era dato, e che aveva condizionato \u2013 in accordo con quanto avveniva nella letteratura coeva \u2013 lo svolgersi a Parigi della maggiore pittura del suo tempo: quella rotta che l\u2019aveva condotto a dipingere a colpi veloci, sommari e quasi sgarbati di coltello e di spatola \u201cla tolleranza e la liber\u00e0 che sono alla base del Realismo<\/em>\u201d. Da allora in avanti, erano venute invece immagini di rigoglioso turgore, di fascino sottile e sovente cariche di incerti, duplici significati.<\/p>\n Per prima, fra quelle nuove immagini, venne Les demoiselles des bord de la Seine<\/em>, nel 1856-\u201957: un brano di quotidina \u2018vita moderna\u2019 trasposto nel sonno e nei sogni cui s\u2019abbandonano, in riva alla Senna, due giovani donne. Il quadro, lontano dai temi e dai modi crudamente realisti che avevano saturato il suo fare sino ad allora \u2013 rivoluzionario, malvisto e temuto dall\u2019Accademia \u2013 sconcert\u00f2 i vecchi amici del pittore \u2019socialista\u2019, tanto quanto invece sedusse i giovani della nouvelle peinture, <\/em>i futuri impressionisti. Vennero poi, appresso a quella e concentrate in numerosa serie negli anni Sessanta, immagini di grandi querce nobili e orgogliose, o di umidi sottoboschi ove penetrano a stento le luci del giorno; di distese di candida, abbacinante neve; di giochi e di lotte di cervi; di cascate e scrosci d\u2019acqua di ripidi torrenti; e infine panorami di mare, immenso sempre, e spesso scosso dalla tempesta, con le alte onde schiumanti sotto un cielo ove corrono minacciosi i venti e livide nubi cariche d\u2019ira. E vennero, in quel tempo e in lunga teoria, nudi seducenti e ambigui, che portavano sulle spalle la memoria di tanti secoli di pittura, da Tiziano a Rubens, ma che poi tutto il passato sapevano dimenticare in nome della loro nuova carnalit\u00e0. Sono allora abbracci, viluppi di corpi distesi, ninfe che cercano nell\u2019acqua di fonte una nuova fecondazione, risvegli fra coltri accaldate e scomposte; persino, concepito per la visione segreta d\u2019un collezionista, un sesso femminile ritratto in primissimo piano, in prospettiva ravvicinata e bruciante (L\u2019origine du monde<\/em>). Tutto ci\u00f2, e altro ancora, occupa questi anni in cui Courbet, lasciatosi alle spalle il realismo della prima maturit\u00e0, cala sulla natura uno sguardo denso di un invaghimento e di un trasporto che sembra, assieme, brusco e ancora una volta romantico.<\/p>\n Questi anni di Courbet sono oggi al centro della bella retrospetttiva del pittore inaugurata alla Beyeler di Basilea (fino al 18 gennaio 2015, a cura di Ulf K\u00fcster; mentre un\u2019altra mostra, incentrata sull\u2019ultimo suo tempo, gli \u00e8 dedicata contemporaneamente dal Mus\u00e9e d\u2019Art e d\u2019Histoire di Ginevra). Ricca di sessanta dipinti, la mostra di Basilea deve ovviamente rinunciare ad esporre i due sconfinati \u2018manifesti del realismo\u2019, i Funerali ad Ornans<\/em> e l\u2019Atelier<\/em>, oltre sei metri di base ciascuno per pi\u00f9 di tre metri d\u2019altezza, conservati al Mus\u00e9e d\u2019Orsay di Parigi: opportuna \u00e8 dunque la scelta di concentrarla sugli anni successivi, e in particolare sui dipinti di paesaggio, cui intensamente \u2013 con un\u2019acme prima nel 1864, quando il pittore trascorse lunghi mesi ad Ornans, nella Franca Contea, dove era nato nel 1819; poi nel \u201969, quando dipinse il mare in tempesta della costa di Normandia \u2013 Courbet si dedic\u00f2 allora, facendone spesso il fulcro dei suoi invii ai Salon<\/em> annuali governati dall\u2019ufficialit\u00e0, nei quali peraltro non smise di esporre, pur circondato di gloria.<\/p>\n Tutto, poco dopo, rapidamente precipitava: Courbet \u2013 chiamato dal governo della Comune, come vecchio e autorevole socialista, a far parte del suo comitato d\u2019azione \u2013 assiste all\u2019abbattimento della Colonna Vend\u00f4me e, subito dopo, alla caduta del governo rivoluzionario. \u00c8 fatto dal nuovo ordine responsabile dell\u2019abbattimento di quel simbolo di gloria napoleonica e nazionale, e viene condannato nel 1871 a sei mesi di reclusione, e a risarcire i costi della sua nuova erezione. \u00c8 finalmente spinto all\u2019esilio in Svizzera, dove ancora dipinge; di l\u00ec tenta di ottenere il perdono del governo repubblicano, senza successo. Muore nel 1877, poco dopo l\u2019ultima conferma della condanna.<\/p>\n A Basilea son riuniti molti ben noti capolavori dell\u2019opera densa di Courbet: da Bonjour Monsieur Courbet<\/em> alla Jeune Bagneuse<\/em> del Metropolitan di New York, dalle Tre bagnanti<\/em> a Le R\u00e9veil <\/em>a molte versioni della Vague<\/em>, talora memori dell\u2019Onda<\/em> di Hokusai, talora esplosioni d\u2019ira nuovissime, che passeranno intatte al Monet d\u2019anni Ottanta. E opere meno note, come il seducente Femme nue<\/em>, studio per la Donna con il pappagallo <\/em>del \u201966. A restituire il tragitto d\u2019un uomo immenso che aveva saputo traghettare l\u2019arte francese dal sogno romantico alla cruda pittura di realt\u00e0, e da questa a un nuovo amore per la natura.<\/p>\n <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" \u00c8 a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni Cinquanta dell\u2019800 che Gustave Courbet muta drasticamente la rotta che […]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[17,18],"class_list":["post-682","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-incorso","tag-la-repubblica","tag-settembre-2014"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/682","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=682"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/682\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":691,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/682\/revisions\/691"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=682"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=682"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}