{"id":648,"date":"2014-04-26T08:20:49","date_gmt":"2014-04-26T08:20:49","guid":{"rendered":"http:\/\/fabriziodamico.it\/?p=648"},"modified":"2014-04-26T08:20:49","modified_gmt":"2014-04-26T08:20:49","slug":"la-repubblica-nanni-valentini-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fabriziodamico.it\/?p=648","title":{"rendered":"la Repubblica. Nanni Valentini a Milano"},"content":{"rendered":"
Milano. Nanni Valentini era convinto che ogni uomo che si dava all\u2019arte custodisse nel cuore e nella mano un proprio segno, un proprio colore, una propria immagine. Un proprio luogo: e che quel luogo ciascuno dovesse trovare per segnare una strada nuova, buona per s\u00e9 e percorribile da altri; \u201canche lontano dai clamori dell\u2019avanguardia\u201d, scrisse una volta. Anche se poi proprio l\u2019avanguardia egli am\u00f2 soprattutto: da Nietzsche a Bachelard, da Barthes a Pasolini, da Villa a Derrida. A tanti altri, anche presi disordinatamente, senza far gerarchie (\u201cho comprato cento libri!\u201d, disse un giorno ad un amico, orgoglioso di tutta quella sapienza su cui aveva messo le mani). Una delle ultime volte, l\u2019ho incontrato a Roma (credo stesse preparando una sua mostra in una piccola libro-galleria di cui curava con intelligenza il programma Mario Quesada); mi ripet\u00e9 quanto aveva scritto una volta, che non credeva di \u201cessere un vigliacco\u201d, e per questo voleva rischiare d\u2019incontrare le persone anche differenti da lui; e conoscere le loro anime, purch\u00e9 quegli incontri avvenissero \u201clontano da esercizi di retorica e da suggestioni di successo\u201d. Per questo, pensai, lui che aveva avuto la solidariet\u00e0 di Fontana, che era stato amico di Tancredi ed era andato a cercare Licini a Monte Vidon Corrado, stava adesso l\u00ec, ad un tavolo di una anonima trattoria del Celio, a parlare del suo \u201csegno\u201d e\u00a0 del suo \u201cluogo\u201d con me. Sarebbe morto non molto tempo dopo: e quel giorno del 1985 se ne andava con lui uno dei pi\u00f9 grandi scultori in ceramica che avessimo mai avuto.<\/p>\n
\u00a0\u00a0 La sua notoriet\u00e0 \u00e8 oggi incomparabile al suo valore: per questo \u00e8 giusta la bellissima retrospettiva che gli dedica adesso (fino al 27 aprile; catalogo\u00a0 Officine Saffi) il Museo Diocesano di Milano, curata da Paolo Biscottini e da Flaminio Gualdoni, che gi\u00e0 ordin\u00f2, al Pac di Mercedes Garberi nel 1984, la mostra principale della sua ultima stagione. Nella quale Valentini \u2013 che espose quell\u2019anno, fra l\u2019altro, a Barcellona, Parigi, Roma e pi\u00f9 volte ancora a Milano \u2013 present\u00f2 l\u2019Annunciazione<\/i>, due grandi colonne cave di gres che anche oggi occupano lo spazio centrale di una delle sale del Museo. Si guardano, emozionate ovunque dai segni che ne percorrono le concavit\u00e0, quelle due figure, che svettano altere nello spazio, spargendovi l\u2019eco turbata delle ruggini, delle opacit\u00e0, delle vampe improvvise e dei riflessi luminosi delle terre che hanno traversato il fuoco del forno. E che costruiscono cos\u00ec, dialogando fra loro, il loro \u201cluogo\u201d, tetragono ai rumori del mondo.<\/p>\n
\u00a0\u00a0 E tetragono, allo stesso modo, \u00e8 lo spazio raccolto e segreto della Casa <\/i>che, al suo interno, porta la traccia del volo dell\u2019angelo che l\u2019ha visitata, nell\u2019ombra di un\u2019ala azzurra sul muro rossastro: forse l\u2019angelo della storia, come voleva Benjamin per Klee, che corre verso il futuro con \u201cla bocca aperta, le ali distese\u201d; o l\u2019\u201cangelo immenso\u201d di Rilke, come diceva Valentini. Angelo che \u00e8 ormai solo memoria, giuntura di luce, onda o sorriso, nascosto nel grembo della casa, oltre la sua soglia che, aperta, lascia intravedere quella macchia d\u2019azzurro. La soglia, la maschera d\u2019un volto assente, l\u2019angelo dell\u2019annuncio; e ancora il gorgo, il cratere, il capro, sono le immagini di Valentini, disperse negli anni brevi, ma gremiti di intenso lavoro, della sua maturit\u00e0. Sono immagini primordiali, traversate spesso con allarme dalla cultura occidentale. Che egli ci ha restituito prima che i fantasmi del caos e delle tenebre della ragione l\u2019abbiano potute avvolgere: serene, limpide, come era il suo sguardo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
Milano. Nanni Valentini era convinto che ogni uomo che si dava all\u2019arte custodisse nel cuore e nella mano un […]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-648","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-incorso"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/648","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=648"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/648\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=648"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=648"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziodamico.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=648"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}